Genoa, Italy
25 January 2010
Ian Bostridge (tenor)
Julius Drake (piano)
Programme
Franz Schubert
Das Heimweh, D456
Sehnsucht, D879
Bei dir Allein, D866, No. 2
Im Freien, D880
Der Wanderer an den Mond, D870
Das Zügenglöcklein, D871
Die Perle, D466
Freiwilliges Versinken, D700
Der zürnenden Diana, D707
Lied des Gefangenen Jägers, D843
Normans Gesang, D846
Interval
Robert Schumann
Dichterliebe (Poet’s Love), Op. 48
From Il Secolo XIX, Italia News website, 23 January 2010
“Two giants of the field, the tenor Ian Bostridge and pianist Julius Drake”
Finalmente un “liederabend”! Nel prossimo lunedì concertistico (alle 21) la Gog propone al Carlo Felice un recital dedicato all’altra faccia della vocalità.
Non quella italcentrica dell’opera, bensì quella rinfrancante dei “lieder”: arte delle parole moltiplicate di senso attraverso la musica. Parole tedesche, la lingua di Schumann e di Schubert. Ma parole che l’intonazione arricchisce di sottotesti illuminanti e universali. Arenarsi sullo scoglio dell’idioma, sarebbe come rifiutare i Beatles perché non cantano “Ieri” ma Yesterday. Di scena due giganti del settore, il tenore Ian Bostridge e il pianista Julius Drake, che offriranno una serata sul filo di voce, tastiera e poesia, in un programma che comprende, fra l’altro, la restituzione del ciclo schumanniano dei “Dichterliebe”. I “lieder” sono magnifiche canzoni romantiche, frasi fiorite sul pentagramma. E con Schubert e Schumann, in scaletta troveremo uno spaccato del periodo di massimo fulgore del lied.
Lirica d’oltralpe che, dalle propaggini del classicismo al romanticismo, si basa solitamente su un soggetto poetico di contenuto lirico, svolto in musica in un prodotto con precise proporzioni narrative e musicali, armonicamente riconoscibile e di facile comprensibilità. Così come verificabile nei lieder schubertiani “Das Heimweh”, “Der Wanderer an den Mond”, “Im Freien” e nei molti altri in programma. Nella seconda parte, “Dichterliebe”, ovvero “Amore di poeta”, il più conosciuto ciclo liederistico di Schumann. Datato 1840, è composto di sedici brani tratti dal “Lyrisches Intermezzo” di Heinrich Heine, colto qui appena venticinquenne, in una serie di versi di superba e malinconica bellezza. Resta uno dei fiori all’occhiello della Gog, l’attenzione posta, nei decenni, al repertorio liederistico.